Medicina Psicosomatica

DARE PAROLE AL CORPO E CORPO ALLE PAROLE

Dr.ssa Luciana Harari

La psicosomatica si occupa del trattamento dei correlati psichici e somatici dello stress, dei disturbi d’ansia e di situazioni depressive reattive, attraverso la psicoterapia. Dare parole al corpo: diventa strumento particolarmente efficace quando l'emozione non è in grado di trovare parole per esprimersi o le parole stesse suscitano nuove emozioni insostenibili nella relazione. L'obiettivo della terapia: aiutare il paziente a sviluppare una capacita auto-riflessiva, ed una conoscenza di Se' che gli permetta di sviluppare gli strumenti adeguati per gestire in assenza del terapeuta le proprie problematiche. 

Psicosomatica: un approccio integrato

La psicosomatica è quella branca della medicina che mette in relazione la mente e il corpo, la sfera delle emozioni (psychè) e il corpo fisico (soma), occupandosi nello specifico di rilevare quale sia la loro connessione. Tutti noi nel quotidiano, seppur inconsapevolmente, siamo soggetti a disturbi psicosomatici: ci sono persone che sotto stress digeriscono male, altre a cui la rabbia provoca acidità di stomaco, altre ancora che cambiando abitudini alimentari accusano mal di testa o sono soggette a ritenzione idrica: tutti fenomeni in cui le nostre emozioni influenzano direttamente il corpo.

Corpo e mente non sono due mondi separati, ma parti, in continua e reciproca influenza,

di una grande totalità: l’uomo nella sua unità somato-psichica.

La patologia è il risultato di un intreccio​ di fattori genetici, biologici, ambientali, psicosociali e, come tale, ci pone di fronte ad una notevole complessità.​ Oggi l’attenzione della medicina non è più esclusivamente sulla malattia del paziente ma sulla persona nella sua totalità. 

Le neuroscienze hanno dimostrato la centralità delle emozioni nello sviluppo e nel funzionamento cerebrale, nonché nel processo di guarigione. ​

La nostra epoca è contraddistinta dalla centralità del corpo: il corpo si presenta oggi come il vero protagonista dei sintomi del disagio contemporaneo. Quanto più l'uso della parola  in è difficoltà, tanto più è il corpo a farsi sentire. 

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Oggi esiste la possibilità di una Medicina Integrata che, sulla base di studi rigorosamente validati, va sempre più nella direzione di attivare la salute anche dall’interno.​​

Le emozioni sono eventi fisiologici con basi neurobiologiche e pattern somatici ben precisi; esse sono centrali per il nostro benessere psicofisico in quanto rappresentano il fulcro dello sviluppo e del funzionamento cerebrale, una fonte di benessere e una risorsa per la capacità di auto guarigione e riparazione dello stress.​​

Il dialogo tra sistema nervoso, endocrino e immunitario costituisce un’unità da cui non si può prescindere. ​(PNEI)

Si può avere una chiave di lettura di ciò che accade nell’unità psiche e soma mettendola in corrispondenza con il piano di esistenza da cui probabilmente origina (emozioni, neurotrasmettitori, funzioni cellulari, funzionamento degli organi, tessuti organici) per comprendere quale intervento sia possibile usare.

Dobbiamo capire che la Biografia di una persona è la sua Biologia: la guarigione deve passare anche attraverso la cura delle ferite psichiche, il superamento dei blocchi emozionali, dei nodi esistenziali, degli schemi e delle credenze limitanti.​​

Il processo di cura, pertanto, non è più inteso in maniera unidirezionale ma coinvolge il contesto relazionale e ambientale in cui si svolge: si parla non più di curare (cure) ma di prendersi cura (care). Il ruolo pertanto della psicoterapia è parte integrante della cura.

Dal disturbo psichico alla somatizzazione

La Malattia Psicosomatica è la “somatizzazione” dei conflitti che non riusciamo a risolvere. Il primo stadio si verifica quando ci si vive un evento scatenante, un dolore affettivo, relazioni familiari disfunzionali, nodi conflittuali nevrotici, deprivazioni affettive. Il disturbo psicologico può dare inizio alla “somatizzazione”. Nella Medicina Psicosomatica la malattia viene interpretata come linguaggio del corpo, il sintomo come messaggio del disagio del paziente, la cui lettura è da associare alla storia personale del paziente, al suo ambito familiare e ambientale, cercando analogie tra la funzione dell’organo colpito e la funzione psichica corrispondente.

Nella visione psicosomatica è l’essere umano a partire dalla sua “anima” e dal suo vissuto emotivo ad ammalarsi, ovvero a perdere temporaneamente o cronicamente lo stato di equilibrio e di unità con se stesso e con il resto del mondo. Infatti il presupposto fondamentale della medicina psicosomatica è che l’uomo non sia considerato come una “macchina”, ma come un tutto unitario, dove la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio e che presta attenzione non solo alla manifestazione fisiologica della malattia, ma anche all’aspetto emotivo che l’accompagna.

Alla base della visione della medicina moderna, vi è il presupposto che l’uomo malato nasconde nel suo corpo una storia di cui non può sopportare il significato; la malattia interviene in questo contesto partendo dal livello inconscio come costruzione simbolica di tale significato. Essa può essere vista come un linguaggio “urlato” dall’anima per renderla consapevole dei propri conflitti irrisolti: il sintomo diventa così un’opportunità di introspezione per affrontare e risolvere il problema alle sue origini emozionali ed energetiche. Ecco, allora, il bisogno di recuperare la storia che ogni malattia simbolizza: comprenderne il significato ci permette di collocarla in un nuovo contesto e in tal modo di influenzarne il decorso.

''Il benessere del nostro corpo è come una montagna. Succedono un sacco di cose su una montagna: grandina, si alza il vento, piove, nevica. Molte cose che vanno e vengono, ma lei se ne sta semplicemente li. Quando abbiamo osservato noi stessi completamente, c'è un'immobilita del corpo che è come una montagna. Significa che non c'e nulla di forzato.'' Pema Chodron 

Quali sono 

i disturbi

psicosomatici?

Sistema Tegumentario

( dermatite atopica, psoriasi, alopecia, iperidrosi)

Apparato Muscolo Scheletrico

(cefalea tensiva, fibromialgia, stanchezza cronica, crampi muscolari)

Apparato Digerente

(esofagite, gastrite, colon irritabile, Morbo di Crohn, ulcera peptica)

Apparato Respiratorio

(asma bronchiale, sindrome da iperventilazione, tosse nervosa, ​allergie)

 

Apparato Cardiocircolatorio

(tachicardia, aritmia, ipertensione, cardiopatie ischemiche)

Apparato Urogenitale

(dismenorrea, vulvodinia, disfunzioni sessuali, cististi psicosomatiche)

Sistema Endocrino

(ipotiroidismo, ipertiroidismo, diabete mellito)

Ci si scarica nell’azione solo quando il sovraccarico affettivo e il dolore mentale oltrepassano la capacità di assorbimento delle difese usuali. Invece di contenere le nostre emozioni e di riflettere su di esse per trovare una risposta adeguata, siamo tutti portati a fare qualcos’altro: mangiare troppo, fumare troppo, bere troppo, litigare con il fidanzato, prendere l’influenza! Tutte queste espressioni-in-atto, il cui fine è quello di disperdere l’affetto doloroso il più rapidamente possibile. Si parla in tal senso di alessitimìa: ovvero la mancanza di parole per denominare i propri stati affettivi, mancanza di “alfabeto emozionale”, oppure, si confonde l’emozione che si sta provando nominandone un’altra (p.es. rabbia espressa con il pianto) per incapacità di cogliere uno stato emozionale per quello che è, indicibile.

 

Le espressioni somatiche come l’ulcera gastrica e la rettocolite emorragica testimoniano dell’iperfunzionamento e della scarica diretta che seguono eventi investiti d’affetto, ma non elaborati psichicamente. “I teatri del corpo”, J. McDougall ''La psiche si serve ad ogni istante del corpo'' (J. McDougall)

“Il dolore dell’anima si accompagna non di rado a risonanze corporee che lo rendono ancora più rovente; e, a sua volta, il dolore del corpo si accompagna, o almeno si può accompagnare, a risonanze psichiche, a ferite dell’anima, con le

loro scie di malessere che non hanno bisogno solo di cure farmacologiche”

(Borgna, E. “La solitudine dell’anima”)

LA FUNZIONE DELL'ANSIA 

L’ansia non è una emozione ma uno stato specifico collegato al vissuto emotivo. Accompagna le emozioni quando non siamo abituati a farle fluire in noi. L’ansia è un segnale che ci permette di riconoscere qualcosa dentro di noi.Il messaggio dell’ansia e delle problematiche a esse connesse è un messaggio che ci chiede di ascoltare quali emozioni si muovono nel nostro corpo, non in modo (solo) simbolico, ma in modo scientificamente validato che invita al contatto di tutti gli aspetti di Sé (E.F. Poli). L’ansia può scaricarsi a livello somatico attraverso alcuni comparti:

 

1° La muscolatura volontaria (muscolatura striata)

Infatti quando siamo agitati ci sentiamo più tesi e contratti nella muscolatura.

Esiste dunque una correlazione tra questa via di scarico e la comparsa di

Disturbi come algie varie o fibromialgia.

2° La muscolatura involontaria (muscolatura liscia), che è quella che riguarda i visceri

Il nostro corpo può scaricare le emozioni attraverso la muscolatura non solo degli organi interni ma anche vescicale o dei vasi di tutto il corpo.

3° Il comparto del sistema nervoso, che riguarda i fenomeni di alterazioni

cognitive o percettive (es., senso di instabilità, visione offuscata, problemi con

l’equilibrio,  perdita di energia.

LA PSICOTERAPIA: COME DARE UN SENSO AL SINTOMO 

Un caso clinico: il corpo urla quello che la bocca tace

La storia di Clementina, 52 anni, inizia un percorso psicoterapico nel 2018 per 18 mesi 

Motivazione primaria: supporto psicologico per laringospasmo in assenza di una patologia organica, gli esami medici da lei effettuati risultavano tutti negativi.

 

Storia familiare: figlia di padre che soffriva di depressione, deceduto nel 2016. Clementina è una persona tendenzialmente oblativa, dolce, si è fatta carico di tutta la gestione familiare non volendo pesare su nessuno. Dal punto di vista clinico, C., presenta una personalità narcisistica e dipendente. Lavora in una parafarmacia, professionalmente capace, ma isolata dal gruppo di lavoro. Marito musicista per hobby, soffre di psicosi ed è seguito privatamente da uno psichiatra. Negli ultimi 5 anni ha avuto alcuni scompensi psichici. Per Clementina nessuno lo deve sapere, neppure la sorella gemella: segreto indicibile.

In quegli anni emergono sentimenti di incertezza, rabbia, vergogna, ideazione paranoide, tratti ossessivo-compulsivi, stato d’ansia fluttuante e  generalizzato (che sono alimentati, a suo dire,  dalla propria percezione di sentirsi fragile, come una bambina). I sintomi fisici e il laringospasmo emergono nel 2013, in concomitanza allo scompenso dal marito.

 

Il soma si fa sentire: l’anello mancante. La psicoterapia mette in correlazione la funzionalita del sintomo, laringospasmo, al non poter parlare e al suo reprimere il grande segreto e la grande vergogna.

 

La terapeuta si pone nel ruolo di aiutante esperto della paziente, in un percorso di costante rilettura del significato del suo sintomo all'interno della sua storia familiare. Si co-costruisce (terapeuta e paziente) l’anello mancante che consente a corpo e mente di riconnettersi. 

Il percorso terapeutico si è concluso felicemente e la paziente è riuscita a parlare e a svelare tutto ciò che per anni aveva tenuto segreto. Il sintomo del laringospasmo è scomparso. 

Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

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IL SOMA

SI FA SENTIRE